SHOWDETAILS
PARIS+LONDON #27

COLLEZIONI DONNA – AUTUNNO/INVERNO 2019.20

I particolari delle sfilate di Parigi e Londra nel massimo formato esistente

PARIS

La borghesia, quella classe che è da sempre sinonimo di convenzioni sociali e attaccamento alle tradizioni, instaura i propri codici sulle passerelle parigine, a sorpresa si direbbe, ma nemmeno tanto. Perché la spiegazione di questo desiderio di normalità e di sicurezze potrebbe forse venire dall’aria che tira oggi in Francia e che ha messo a ferro e fuoco le strade della capitale come ai tempi del ’68, con i gilets jaunes poco idealisti e tanto pragmatici a chiedere più giustizia sociale. Una reazione al caos, una sorta di restaurazione di quella moda minimale e no frills, espressione di pulizia, rigore, serietà, a sua volta contrapposta a tutto lo streetwear e lo sportswear dilaganti. Eppure. Eppure, anche nel più tranquillo nucleo borghese, cova il germe della ribellione, anzi, l’esistenza stessa di certi codici è forse fatta per essere trasgredita, soprattutto da quelle signorine perbene che hanno tutto e vogliono esattamente il suo contrario. Come Betty Catroux, musa e amica inseparabile di Yves Saint Laurent, ispiratrice della nuova collezione di Giambattista Valli, di famiglia borghesissima alla quale ha opposto tutta la vita uno spirito libero, amante dell’ozio e dell’edonismo più sfrenato. E ciò che si è visto ici à Paris è proprio questo genere di ragazza, magari non eccessivamente ribelle ma comunque simbolo di una Nuova Borghesia, un mondo fatto di ragazze libere, certamente ben vestite, certamente vezzose ma anche amanti di orli corti e dettagli frivoli. Uno stile in cui l’elemento maschile riveste un ruolo ben preciso, quello di liberazione della femminilità e insieme di una sensualità senza pari. Il Multi-Sartoriale prende così sempre più spazio nel guardaroba femminile, diventando espressione multi-sfaccettata di un modo d’essere, più romantico se accompagnato da motivi floreali e velature, più volitivo se supportato da spalle voluminose e scolli abissali, con una generale propensione verso l’oversize. La tendenza alla stratificazione, Layers, è infine un’altra espressione di praticità ma anche di affermazione di uno stile personale caratterizzato da mix & match e una palette cromatica variegata in cui dominano patchwork, asimmetrie e contrasti. E un certo tocco esotico. 

MUST-HAVES
Capi: completo maschile, blazer, coat lunghi, piumini, giacche da biker, bomber, shearling, mantelle, camicie maschili, bluse accollate, dolcevita, maglieria, pantaloni a vita alta, knickerbocker, gonne midi, jumpsuit, long dress (portati anche sopra i pantaloni), total look in pelle, stivali alti, cuissard, cinture in vita, maxi-copricapo, cappelli da pescatore, maxi-orecchini, catene, borse a mano, mini-bag, trucco grafico.
Materiali: velluto, tweed, tessuti maschili, pelle, denim, eco-pelliccia, PVC.
Dettagli: influenze anni ’70 e ’80, menswear, oversize, sovrapposizioni, stratificazioni, mix & match, maxi-spalle, spalle arrotondate, vita alta, maniche extralong, colletti arricciati, tasche, scolli profondi, spacchi, asimmetrie, trasparenze, velature, intimo a vista, strascichi, sciancrature, drappeggi, plissé, pieghe, nodi, fiocchi, piume, ruche, frange, fibbie, borchie, inserti, ricami, patchwork, tartan, gessato, check, stampe floreali, motivi etnici, animalier, satinature, bagliori metallici, iridescenze.
Colori: nero, bianco, grigio, beige, viola, rosa, rosso, blu, varie sfumature di verde, argento.

LONDRA

Londra è elevazione. Sollevamento. Movimento ascendente. Si lancia in un cammino spirituale ed etico verso l’alto. Tende al cielo. Si spinge verso il futuro. È verticale. Cerca la sperimentazione, l’innovazione. Scardina i codici delle vecchie stagioni, li spoglia di tutti gli orpelli. Abbandona il superfluo. Si fa essenziale. L’abito è il protagonista dell’inverno. È il tramite per elevare la materia alla purezza. È sobrio, privo di decorazioni, lontano da ogni eccesso. È ascetico, monastico, votato al minimalismo e alla monocromia. Concilia il silenzio e la meditazione. Invita ad assumere un atteggiamento contemplativo. L’abito è la cattedrale del colore per Jasper Conran, che compone una collezione dal titolo evocativo, ‘The dress’. La passerella diviene il luogo consacrato dove l’abito prende vita e si mostra: casto, dalle scollature misurate o a dolcevita, lineare, geometrico. Intriso di grazia e misura. La moda è prodigio di cachemire per Pringle of Scotland. L’amore per la materia prima, per le lane e i filati viene tessuto in morbide superfici dai toni lattei, nivei. La purezza prende forma grazie ad indumenti avvolgenti, comodi, confortevoli, dalla consistenza genuina. L’inverno di Chalayan è pitagorico, asimmetrico. È in bianco e nero, con camicie immacolate e cappotti con sottilissimi revers. Roland Mouret plasma tuniche morbide, familiari, senza genere, senza taglie prestabilite. Victoria Beckham propone maglioncini affusolati,  con motivi Argyle, dalle nuance grigie dei cieli britannici. La moda sulle passerelle di Londra si eleva ad un empireo candido, è platonica e sognante. Vibra. Ondeggia. Evapora. Mary Katrantzou veste fanciulle d’organza. Sono figlie d’aria, volatili e impalpabili. Portano addosso i colori dell’etere, le scaglie del cielo. Le ragazze di JW Anderson camminano tra le nuvole, illuminate da una luce benevola. Indossano abiti gonfi, eterei, vaporosi. Portano volute di stoffe leggere intorno alle spalle e ai polsi. Sono donne, bambine senza tempo, sospese tra la terra e il cielo. Sono apparizioni celesti le creature di Roksanda, avvolte da organze sottili, dalle sfumature dolci, tenui, vaniglia, lattemiele, ambra. Sono visioni angeliche, senza peso, inconsistenti e lievi. Ondeggiano le vesti insieme ai passi. Sono evanescenti, eteree. L’abito diviene un miraggio. Un oasi in cui rifugiarsi. I corpi si coprono, si proteggono dai venti. I capospalla si fanno romantici. Simone Rocha forgia cappotti dalle linee convulse, virtuose, dalle stampe floreali, con nastri, fiocchi, balze, ruche, con maniche gonfie e grandi colletti arrotondati. La passerella di Londra si fa poi concettuale, lascia spazio al mondo delle idee. Vivienne Westwood la utilizza per diffondere il suo appello, scuotere coscienze riguardo il climate change. Sulle stoffe scrive: “More democracy”, “We sold our soul for consumption”, “Evolution?”. Il défilé diviene crocevia di riflessioni. La collezione di House of Holland miscela influenze orientali ed occidentali, sprigiona la convinzione che non si possono costruire muri intorno alle idee. Quella di Christopher Kane abbatte ogni tabù. Si illumina di swarovski, strass e cristalli. Esibisce la gomma come trend della stagione, lo innalza a materiale nobile.

MUST HAVES
Capi: mantelle, impermeabili, cappotti, trench, parka, cardigan, blazer, completi, tailleur, skinny pants, pencil skirt, gonne midi, longuette, kilt, bluse, sottovesti, pepli, tuniche, abiti lunghi, abiti-bustier, corsetti, body, reggiseni.
Materiali: tweed, velluto, shearling, faux fur, pelliccia, pelle, cachemire, chiffon, satin, organza, denim, lurex, jersey, tessuti tecnici.
Dettagli:  asimmetrie, destrutturazioni, sovrapposizioni, panneggi, drappeggi, arricciature, plissé, patchwork, volumi over, colletti XXL, maniche a sbuffo, a palloncino, spacchi, spalle scoperte, scollature a V, a goccia, revers sottili, frange, piume, ruche, nastri, fiocchi, ricami, cristalli, stampe paisley, check, tartan, Principe di Galles, pied-de-poule, Argyle, effetti marmorei, tie-dye, scarabocchi, graffiti, carte da gioco, roulette, volti ‘Vogueing’, palloncini, guanti di plastica, immagini fantasy e psichedeliche.
Colori: pastello, vaniglia, lattemiele, lampone, ambra, custard, champagne, pistacchio, oliva, grigio perla, pergamena, magenta, violetto, arancio, vermiglio, celeste, fucsia, blu elettrico.

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