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ACCESSORIES #31
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COLLEZIONI DONNA – PRIMAVERA/ESTATE 2021

I particolari delle sfilate donna di Milano, Parigi, New York e Londra nel massimo formato esistente

VERSIONE DIGITALE: 55,00 euro

“Il mondo è cambiato e noi siamo cambiati”. Le parole di Donatella Versace sono l’ultima delle tante dichiarazioni che i designer hanno rilasciato dallo scoppio della pandemia.Oltre alla conclamata crisi dell’industria, a lettere e manifesti con le migliori intenzioni di cambiare rotta e produrre meno ma meglio, ogni designer, con marchio a seguito, ha senza dubbio riversato nelle ultime collezioni parecchi sentimenti e introspezioni. C’è chi ha celebrato il potere salvifico della pittura e del giardinaggio, chi ha tradotto in visioni stilistiche i tanti libri letti, chi ha riscoperto l’intimità domestica e la vicinanza dei propri cari. Tra sfilate in digitale, video-performance, presentazioni e, sì, anche passerelle tradizionali, magari tra campi di grano, sono andate in scena riflessioni post-quarantena variamente sfaccettate ma con qualche punto in comune: il desiderio di un guardaroba più comodo e easy, dettato da ovvi motivi di prolungata permanenza dentro casa, interpretazioni varie sulla libertà negata/agognata/ritrovata, la riscoperta e il bisogno di un nuovo romanticismo che riporta un po’ in auge anche quei valori propri dell’omonimo movimento artistico, tra cui l’affermazione della propria individualità.  Intimacy rappresenta la parte più privata, quella che riscopre anche un certo gusto a trattenersi dentro le mura domestiche, a vestirsi comodi, senza costrizioni, scegliendo linee morbide e ariose. Il grido si alza unanime da tutte le passerelle: Liberté! Quando ce l’hanno tolta ne abbiamo capito il valore e, una volta usciti, ce la siamo ripresa con le unghie e con i denti, temendo di perderla nuovamente. In questo senso la reazione può essere quella di bardarsi, affidandosi a sovrapposizioni, cercando protezione dagli attacchi esterni oppure di fare mix & match selvaggi o, ancora, di vestirsi a festa ma non rigorosi, piuttosto come se si andasse ad un matrimonio di campagna. Si tratta senza dubbio di una visione Romantika: celebrare la libertà, ritrovarsi a fare pace con il proprio Io, desiderare cortesia e dolcezza, perdersi nelle storie di un tempo che fu, portandole anche un po’ addosso. E allora, tra increspature, pizzi e fiori, in questa visione c’è da far rientrare anche la speranza per un domani un poco più gentile e luminoso, non solo in passerella…..