SHOWDETAILS
MILANO+NEW YORK #27

COLLEZIONI DONNA – PRIMAVERA/ESTATE 2019

I particolari delle sfilate donna di Milano e New York nel massimo formato esistente

MILANO
Archeologia e innovazione. Natura e cultura. Geografia e disordine. Sogno e azione. L’universo estivo di Milano è uno spazio libero, multiforme. Le idee circolano spontanee e libere, lungo gli assi delle passerelle. Riverberano di suggestioni visive, di indagini culturali, intellettuali, materiche. Non vi sono gerarchie. Si creano collegamenti, connessioni, ibridazioni. Letteratura, storia, geografia. Ma anche antropologia, tradizione, spiritualità, agonismo. Le discipline dell’uomo si intrecciano come filigrane magnetiche. Vibrano di associazioni e rimandi. Trovano nuove forme, scoprono sperimentazioni tessili. Inseguono risonanze emotive. Indumenti, stampe, ricami sono testi da leggere e decifrare, geroglifici da indossare.
Sono Mitologie contemporanee. Raccontano leggende, creature di altri mondi. La voce umana si mescola ai suoni dei boschi, ai rami di felce, a bouquet di spose candide e crudeli. Sirene e meduse emergono dalle acque, vestite d’organza cangiante. Dee dell’Olimpo e fanciulle di marmo spezzano il rigore dei templi, scendono in passerella, procedono libere, scapigliate, anarchiche, verso nuovi giorni.
Paesaggi desertici e metropolitani si inseguono senza sosta. Risalgono i meridiani, viaggiano da Nord a Sud. Donne nomadi, donne del deserto e di Marrakech, donne della California, donne delle arti marziali e della famiglia, donne mediterranee, donne coperte da tuniche leggere, da caftani, da lurex e lamé. Cercano la luce pura, l’Ora Meridiana. L’attimo privo di ogni ombra. Il calore che sale dalla terra invade ogni cosa. Le stoffe. I venti. Le maree.
La pelle. I movimenti. Charme e biker pants. L’eleganza scopre un’attitudine sportiva. In passerella prende forma una Poesia Atletica, dalle tonalità soffuse, dall’appeal ginnico e sofisticato. I pantaloni da ciclista vengono indossati con disinvoltura sotto abiti da sera. Il défilé diviene una miscela agonistica e sognante, un invito a fondere dettagli tecnici con materiali impalpabili. A sperimentare con le forme, osare negli abbinamenti. Giocare con la molteplicità. Mixare. Disegnare nuove mappe. Creare nuovi orientamenti. Unire le opposizioni. Tradizione e ricerca. Archeologia e innovazione. Natura e cultura. Geografia e disordine. Sogno e azione.

MUST HAVES
Capi
: tuniche, caftani, djellaba, abiti scivolati, liseuse fluide, sottovesti, vestiti charleston, gonne midi, pencil skirt, biker pants, brassière, body, top, tute, salopette, parka, antivento, trench.
Materiali: organza, chiffon, seta, faille, taffettà, gazar, cadi, duchesse, pizzo, macramè, lurex, lamé, metal mesh, nylon, multiprene, elastam, PVC, Lycra, tessuto scuba, pelle di struzzo artificiale, pitone, cavallino, pelle, cuoio, suede, denim, lino, canapa, cotone, rafia, mohair, ciniglia, cachemire.
Dettagli: drappeggi, arricciature, asimmetrie, destrutturazioni, patchwork, trasparenze, scollature a V, spacchi, polsini sagomati, tasche, plissé, volant, ruche, nastri, fiocchi, zip, cordoni elastici, cristalli, borchie, fibbie, conchiglie, perle, stampe collage, macchie di tempera, tie-dye, maculati, Paisley, pop, optical, pois.
Colori: bianco, pietra, avorio, pistacchio, carta da zucchero, rosa polvere, lilla, cipria, perla, pervinca, cobalto, corallo, smeraldo, blu elettrico, fucsia, verde lime, verde bosco, testa di moro, arancio, ruggine, nocciola, senape, oliva.

NEW YORK
No, New York non ha ancora perso il suo potere di capitale americana della moda. La Grande Mela è un po’ come i supereroi, magari hanno qualche caduta di stile ma poi si riprendono con vigore e sono più forti di prima. Anche in questa tornata di sfilate, in cui si poteva continuare a parlare di crisi, del fuggi fuggi dei designer verso altri lidi, del vuoto creativo riempito dai gusti effimeri di Millennial e Centennial, i segnali positivi sono stati tanti e legati a più fattori. Innanzitutto il ritorno, come veri figliol prodighi, di Proenza Schouler e Rodarte che, dopo due anni di passerelle parigine, sono riapparsi a New York facendo capire che “casa è sempre casa”. E l’hanno dimostrato con collezioni che esprimono una sorta di svolta stilistica, soprattutto per Hernandez e McCollough, che ricorrono a materiali ‘reali’ come denim e tela e puliscono le superfici da dettagli e texture complesse, per donne altrettanto reali che nei loro abiti ci vogliono stare comode. Più fedeli al loro credo, le sorelle Mulleavy di Rodarte che infarciscono la collezione di romanticismo e decadenza, immergendola in una dimensione favolistica fatta di nuvole di tulle, pizzo crochet, balze e ruche. Questi due eccellenti ritorni si accompagnano ad un altro coming back in grande stile, quello di Escada, la Maison tedesca che torna sulle passerelle, dopo stagioni di presentazioni, per celebrare 40 anni di attività. Grande negli anni ’80, il marchio si rifà a quel periodo con tonalità accese, lucidità e sartoriale rivisitato, mentre è una pura celebrazione del massimalismo Eighties la sfilata di Marc Jacobs, che si riconferma (ex) enfant terrible ma anche prodige della moda americana e non solo. Un’altra firma tedesca, Boss, saluta Jason Wu, affidandosi al team interno diretto da Ingo Wilts che marca la collezione con un tocco sportivo e un senso di leggerezza per long dress fluidi che sognano California. E tanti altri designer imprimono un’idea di rilassatezza ai propri look, il che, forse, è proprio sinonimo di un generale atteggiamento che si potrebbe tradurre come ‘take it easy’, in fondo siete a New York e se ce la fate qui, ce la farete ovunque! Rilassato dunque l’esotismo di Oscar de la Renta, con frange, motivi etnici, patchwork e colori brillanti, disimpegnato e fluido anche l’approccio di Tory Burch, pure lei orientata ad escursioni fuori dai grattacieli di Manhattan verso la vecchia Europa con tuniche ariose e una predisposizione per le tinte avorio e sabbiose. L’esotico affascina anche 3.1 Phillip Lim che alle sue immancabili stratificazioni aggiunge influenze nordafricane date da casacche, gonne e abiti rigati e frangiati, mentre Michael Kors, unendosi al desiderio di evasione dei colleghi, va verso Bali e abbraccia le atmosfere balneari con tripudi floreali, tinte vitaminiche e copricapo di vario tipo ma sempre comodi e disinvolti. Ebbene sì, New York ha di che essere ancora fiera, sia dei propri designer sia dell’aura che trasmette in questa settimana in cui, tra grandi debutti e ritorni, c’è chi si riconferma re e in qualche modo padre della moda americana: Ralph Lauren, che festeggia 50 anni di raffinato sportswear con un party-sfilata di celebrità e outfit iconici che sono la quintessenza del Made in USA.

MUST-HAVES
Capi: trench, soprabiti extralong, blazer (spesso destrutturati), completi pantalone, long dress fluidi (portati anche sopra i pantaloni ampi), abiti sottoveste, tuniche/caftano, top cropped, camicie maschili, felpe, maglieria, shorts da biker, lingerie a vista, sandali bassi, sandali Teva, cappelli da pescatore, bandane/foulard in testa, turbanti, micro-borse, borse a mano, gioielli a catena.
Materiali: denim, pizzo, pelle, cotone, seta, tessuti laminati, nylon, PVC.
Dettagli: elementi sportswear e Western, influenze anni ’70 e ’80, sovrapposizioni, destrutturazioni, asimmetrie, cinture in vita, maxi-tasche, maniche a sbuffo, patchwork, mix & match, applicazioni, trasparenze, velature, cut-out, spacchi, balze, ruche, pieghe, frange, nappe, fusciacche, cordoncini, piume, orli a fazzoletto, crochet, reti, ricami, effetti 3D, stampe floreali, righe, fantasie etniche, motivi cartoon, tie-dye, effetti lucidi, satinature.
Colori: bianco, avorio, tinte sabbiose, tonalità vivaci come varie sfumature di giallo, verde, fucsia, rosso carico, arancio, argento.

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