SHOWDETAILS
MEN #25

COLLEZIONI UOMO – AUTUNNO/INVERNO 2019.20

I particolari delle sfilate uomo nel massimo formato esistente

La ‘teoria dell’orlo’ fu coniata dall’economista americano George Taylor nel 1926 e suggeriva che gli orli delle gonne si regolassero in base all’andamento dell’economia quindi, orli corti in periodi favorevoli e orli lunghi nelle fasi di crisi. Una teoria che ha trovato riscontro in diverse epoche storiche, basti pensare che la mini-gonna è esplosa nei Sixties e che i gonnelloni hippie hanno coperto le gambe di tante figlie dei fiori nei ’70. Ma perché ciò che vale per la moda femminile non può essere valido anche per quella maschile? Le ultime passerelle del menswear hanno celebrato non solo orli dei pantaloni al pavimento ma in generale una moda oversize e iperprotettiva, con pochissimi centimetri di pelle esposta. Una gran voglia di coprirsi, non c’è dubbio, e qualcuno potrà obiettare che è inverno ma in realtà la tendenza al sovradimensionamento è piuttosto forte da diverse stagioni, così come quella della stratificazione, insieme ad accessori e dettagli che fanno pensare ad impegnative spedizioni artiche o, peggio, paramilitari. È il maschio che sente la crisi, il senso di precarietà e avvolgersi dentro coperte e sciarponi e ‘nuotare’ in maglioni-abito può aiutarlo a far fronte al senso di stallo generale che forse, chissà, coincide anche con un turbamento personale, d’identità, di ruolo, perché sempre più labili sono i confini che lo separano dall’altro sesso.

Oversize è tutto ciò in cui ti perdi dentro e che ti aiuta a celare l’identità: la felpa con il cappuccio, il maxi-collo, le spalle giganti, le maniche extralong, le scarpe massicce che sembrano, pure loro, due numeri più grandi. E se tutto si allarga e si allunga, che ne è di quel ‘made-to-measure’ fatto per calzare a pennello, per fare l’uomo elegante? Si adegua, semplicemente. Con forme ancora più rilassate, giacche enormi, pantaloni ampi, cappotti lunghi, ché ad accorciare e stringere si fa sempre in tempo. È il gioco delle Variazioni Sartoriali, in cui lo stravolgimento delle proporzioni si accompagna a dettagli tecnici, in nome di quell’istinto di protezione e insieme di rivolta che fa indossare a tutti il gilet multitasche o imbracatura, come se andare a una riunione aziendale o a una soirée fosse un po’ scendere in trincea. Sorge spontanea una contro-rivoluzione Punk Rock che ha insita nel nome stesso la ribellione delle forme, un poco più accostate, un poco più ferme e decise. Insieme a trasparenze, reti, buchi, bagliori metallici.

MUST-HAVES
Capi: parka, piumini (anche lunghi), anorak, coat extralong, shearling, completi sartoriali e blazer oversize, camicie, maglioni a collo alto, dolcevita, cardigan, felpe, gilet tecnici, pantaloni cargo, track pants, sneakers, boot alla caviglia, colli, cappucci, cappelli over, maxi-sciarpe, guanti di diverse lunghezze e spessore, coperte, zaini, sacche da viaggio, marsupi, spille, occhiali a mascherina.
Materiali: velluto liscio e a coste, cachemire, tessuti tecnici (nylon), pelle, eco-pelliccia, denim, plastica (anche da riciclo).
Dettagli: elementi militari, sportswear, workwear e trekking, sovrapposizioni, oversize, extralong, mix & match, tocchi vintage, all over, knitwear, trapuntature, imbottiture, risvolti, trasparenze, maxi-spalle, tasche e tasconi, zip, imbracature, frange, fasce, fibbie, cinturini, coulisse, stringhe, lacci, bande laterali, color block, patch, ricami, camouflage, glitter, patchwork, jacquard, righe, animalier, check, motivi a teschio, stampe fumetto, fantasie faunistiche, tecniche a rilievo, motivi british, statement, loghi, effetti lucidi, tie-dye, neon.
Colori: nero, grigio, beige, blu, rosso, sfumature di verde, viola, colori fluo.

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