SHOWDETAILS
MILANO+NEW YORK #25

COLLEZIONI DONNA – PRIMAVERA/ESTATE 2018

I particolari delle sfilate donna di Milano e New York nel massimo formato esistente

MILANO

Magnetismo. Una carica elettrica, un’energia che cattura lo sguardo, che attira a sé tutto ciò che la circonda. Non vi è metallo, non vi è ferro, non vi sono minerali. È l’incantesimo delle sete, dei cotoni. È un sortilegio, la suggestione dei pigmenti, l’alchimia dei riflessi.È la trasformazione della materia, la fusione dei ricami e delle stampe, una contaminazione in atto. Magnetismo, quello che esplode sulle passerelle di Milano, che racconta storie diverse attraverso accostamenti imprevisti, ibridazioni poetiche, forze di attrazione e mutazioni. Magnetismo è una nuova visione della seduzione. Sfilano jeunes filles maledette, mai leziose, profonde, che celano segreti. Hanno braccia velate in guanti di tulle, hanno lingerie a vista, sottovesti trasparenti.Amano i forti contrasti, talvolta indossano biancheria color latte accanto ad elementi dissacranti, sportivi, urbani, in un mix di combinazioni, ricami romantici e bomber di pelle.La passerella di Milano si anima di femminilità ammaliante, ma senza un eccesso di romanticismo.Come un corredo che si fa icona di contemporaneità. Magnetismo è ossessione, accumulo, opulenza.È un Caleidoscopio. È bellezza ipnotica, dalle sfaccettature complesse, dalle miscele di ricami floreali e di texture.Mix di tessuti, colori, ispirazioni. Patchwork di stili. Èrituale ancestrale, istintivo. Sfida gli equilibri ed ogni senso della misura. È sovrabbondanza, fecondità di stampe ed ornamenti.Ha profumi persiani, simbologie esoteriche, reminescenze barocche. Per donne che appartengono ad ogni tempo, ad ogni terra, che si vestono senza paura dell’eccesso, che vibrano d’assoluto.Magnetismo è manifesto. Grido che non viene urlato, ma incastonato nei tessuti, nei materiali. Pelle, fibbie, loghi, stemmi. Gli abiti sono Codici militanti, messaggi, trasmettitori di idee, proteste, ribellioni.Sono uniformi contemporanee, segni di identità, armature di vernice. Portano inni femministi, influenze rock, borchie, bulloni, dettagli metallici. Vestono femmine forti, combattenti, grintose, dallo stile androgino, che non temono i contrasti e osano, combinando lo stile militare con note glamour, tutù in pizzo, calze a rete, effetti glitter. Creano cortocircuiti visivi, campi magnetici.

MUST HAVES

Capi: trench, tailleur, blazer maschili, giacche doppiopetto, parka, bomber, biker, bluse, kimono, saloppette, tute, jumpsuit, pantaloni ampi, gonne a matita, abiti fluidi, minidress, longuette, vestiti foulard, sottane, sottovesti, abiti lingerie, bustier.
Materiali: naturali, cotone, popeline, lino, organza, chiffon, seta, tulle, pizzo, uncinetto, macramè, cotta metallica, suede, pelle, pitone, cuoio, denim, tweed, gessato, lurex, nylon, velcro, pvc.
Dettagli: asimmetrie, patchwork, sovrapposizioni, stratificazioni, oversize, maxi spalle, maniche esagerate, scollature profonde, spacchi, gonne rimboccate, plissé, ruche, balze, nastri, nappe, frange, piume, ricami, pietre, specchi, cristalli, paillette, zip, borchie, fibbie, stampe floreali, flora giapponese, piante dell’orto, carte da gioco, regine di cuori, fumetti, animalier, Paisley, optical, pois, righe, curve.
Colori: lillà, carminio, smeraldo, azzurro polvere, rosa pallido, cipria, menta, canarino, fiordaliso, sabbia, avorio, antracite, marmo, riflessi dorati, argentei, bronzei.

COME UN CORREDO

Milano è un antico baule da cui pescare ricordi, gonfio di tradizioni da reinventare. Così prendono forma corredi contemporanei, inediti, esclusivi. Sono memorie bianche, contaminate dagli stili, da elementi aggressivi, seducenti. Una nuova femminilità invade le passerelle, vive di connessioni e fenditure, innocenza e tenebra.
La donna di Ermanno Scervino vibra di luci ed ombre. Si spoglia di tutto, si mette a nudo, mostra i suoi lati più nascosti, vulnerabili, vestita solo di una sottoveste. Eterea, indossa sete candide, pure, cosparse di ricami, intarsi, decorazioni a rilievo. Si copre poi con capi rubati da un guardaroba maschile, giacche gessate, bomber e tailleur oversize. Contempla l’armonia dei generi, malizia e sensualità.
Blumarine intesse una lode alla primavera, alla giovinezza. La sua collezione profuma di mughetto e di violette, ha la consistenza delle mattine chiare. Sfilano bambine che sono già donne, sospese nel biancore dei pizzi.Sono timide e languide, avvolte da lievi camicie da notte che scivolano fino alla caviglia. Indossano négligé immacolati o dalle trasparenze notturne, conoscono alba e oscurità.
Il corredo di N°21 si tinge di tutte le sfumature della pelle, rosa pallido, tocchi di cipria e lavanda. Ma ha un’anima rock, gioca con le trasparenze e le sovrapposizioni.La lingerie a vista è carminio, combinata con slipdress in chiffon nero, paillette, effetti vernice, stampe animalier.Ha il fascino della provocazione, un’indole intrigante.
Salvatore Ferragamo omaggia la sottoveste in tutte le sue forme. È liquida, fluida, acquea e cangiante. Attraverso giochi di colori, frange e cristalli, Fulvio Rigoni pone al centro della sua ricerca l’unicità, l’universo segreto e misterioso femminile, nella sacralità antica e sempre nuova del coprirsi, velarsi, esibirsi.
Nostalgiche e poetiche sono le protagoniste del défilé di Antonio Marras. Sembrano rapite da un mondo onirico, felliniano, immerse in un sogno di merletti e di velluti, di pizzi e uncinetti dal sapore rétro.Ondeggiano le sottane, svasate, ampie, ariose, a plissé, dalle trasparenze lievi.Echeggiano di vita e di amore, della vaga malinconia di donne senza tempo. Si intona così un’ode alla femminilità. È un’istantanea, colta in un attimo fugace, in un ritratto pieno di grazia e seduzione.Stagione di intima bellezza, tra il profumo di naftalina e un vento nuovo.

CALEIDOSCOPIO

La sfilata è un’esperienza multipla, mutevole, imprevedibile, sensoriale. Un rito, una liturgia. Gli abiti sono universi eclettici, come specchi, frammenti di vetri colorati, a comporre figure, simmetrie, sinergie cromatiche. È necessario restare in silenzio, osservare. Lasciare che lo sguardo venga catturato da visioni caleidoscopiche.
Gucci incanta e ipnotizza. Porta in scena donne erranti, che attraversano epoche e mondi lontani, che profumano di incenso, di mistero. Sono vestite di bagliori, in un tripudio di paillette, cristalli, ricami preziosi.Indossano smanicati di pitone, tailleur satinati, lunghi abiti.Non temono i rettili, né gli accostamenti cromatici più audaci. Hanno un’aura anticonformista, un fascino indomabile, un’estetica esoterica.
Mosaici cangianti per Dolce & Gabbana, e fioriture preziose, ex voto, nappe, corone dorate, bottoni gioiello. Ma anche immagini di Cupido, angeli, zebre, limoni, Madonne e Regine di cuori. Gli ornamenti e le stampe si susseguono e si rincorrono, dando vita ad una gipsoteca contemporanea, dalle infinite sfumature.In un’ode all’eccesso e alla stravaganza.
La musa di Etro conosce i nomi dei venti. Porta con sé pezzi di universo, tracce dell’India e della Persia.Celebra il nomadismo dei materiali: piccoli specchi, pietre dure, stampe Paisley, pizzi, lavorazioni lamé. Ama le sovrapposizioni, le stratificazioni, le sedimentazioni.Gioca con i veli di una realtà multiforme, esplora l’ignoto, prevede il futuro, ne possiede la chiave.È a lei che appartengono tutte le sfumature del bianco e i colori del tramonto.
È un atlante, un immaginario policromo quello creato da Versace. Pezzi di archivio rivivono in passerella in un mix di connessioni. Suggestioni barocche, animalier, croci bizantine, borchie.Per una collezione che si protende al di là del tempo e dello spazio, che raccoglie l’eredità del passato e ne fa un’icona, che esalta l’immaginazione, la memoria, il coraggio di osare.I mutamenti e le ricomposizioni.
Marni è voce del verbo liberare. Liberare i colori, le linee, i boccioli, le rose. Liberare le stampe, le texture, i pattern.Liberare i materiali, i broccati, le sete, le organze.Liberare le forme, reinterpretarle, esasperarle, enfatizzarle.Sposare un’ideale di anarchia visiva. Creare nuove configurazioni tessili. Come vetri impazziti dentro un caleidoscopio.

CODICI MILITANTI

Militante è colui che difende un ideale. Militante è chi non chiede mai permesso. Chi sceglie l’azione, la parola, la comunicazione, chi scrive un manifesto. Militante oggi è chi preferisce schierarsi. Chi decide di indossare messaggi. Non chi grida, ma chi ha voce. E gli abiti, le giacche, i capi che sfilano a Milano esibiscono sui propri tessuti nuovi codici, grammatiche di ribellione, tattiche di cambiamento.
Ciò che rende la protesta di Prada così incisiva è l’uso dell’immagine. Cappotti doppiopetto, abiti oversize e camicie maschili ospitano disegni a matita, fumetti, storie di eroine e donne coraggiose. Per invitare alla riflessione, per dare forma ad una collezione che è dedicata all’universo femminile e che marcia verso un mondo senza pregiudizi.
Philosophy di Lorenzo Serafini fa sfilare una collezione che mixa maschile e femminile. Sceglie come musa Tina Chow, protagonista della scena americana anni Ottanta e pioniera di uno stile androgino e sensuale. Marciano combattenti, ragazze guerriere. Indossano salopette dalle influenze militari, tute nautiche, cinture obi prese in prestito dalla tradizione giapponese. Per un sincretismo culturale ed estetico.
L’attitudine punk di Moschino incontra l’ironia. Le ispirazioni si amalgamo, si combinano in totale libertà, senza alcuna censura. Unicorni e arcobaleni invadono biker in pelle, accessori fetish, anfibi, catene. Non vi è desiderio di serietà, solo leggerezza ad alto tasso di comunicazione. Perché anche l’irriverenza è un messaggio politico.
Un’anima rock e ribelle ha bisogno di inneschi. Dsquared2 li ha individuati e riuniti tutti nei suoi capi. Li ha cuciti, assemblati, ripetuti ed enfatizzati. Sono giacche da motociclista, camicie grunge anni Novanta, hotpants con stampe animalier, minigonne di pelle, anfibi, foulard neri legati al collo. Ma soprattutto fibbie, borchie, dettagli metallici. Sono donne sicure del proprio passato, che camminano audaci nel presente. Portano ritmo, musica. Non solo rock. Anche l’arte si fa manifesto. La collezione di Aquilano.Rimondi si lascia guidare dall’eredità di Joan Mirò. È un alfabeto rivoluzionario. Ha colori elementari: rosso, blu, bianco e nero. Ha simboli e lettere stampati su cotone, pvc, di forte impatto. Per una moda che è circolazione di informazioni, lotta contro l’indifferenza, narrazione poetica.

NEW YORK

La grande diaspora. Come definire altrimenti il fuggi fuggi verso altre città di marchi che fino alla scorsa stagione rappresentavano per la New York Fashion Week un significativo punto di riferimento? Proenza Schouler, Rodarte, Altuzarra hanno lasciato sulle passerelle newyorchesi un vuoto che neanche uno show-evento come quello di Philipp Plein, con tanto di sfere stroboscopiche, eroine delle favole in versione fetish e performance di Dita von Teese nella coppa di champagne, faticano a colmare. Anzi, sembra proprio che la tendenza sempre più spinta alla spettacolarizzazione e la ricerca di consenso (soprattutto dal pubblico virtuale dei social piuttosto che da quello del mondo ‘reale’), servano in qualche modo ad eludere penuria creativa e, appunto, carenza di nomi importanti. In un articolo del New York Times, la giornalista Vanessa Friedman parlava di una New York del fashion che ha perso la propria identità ma potrebbe anche essere vero il contrario ovvero che, persa un’identità per marchi approdati su altri lidi, la Grande Mela ne stia cercando una nuova, grazie magari a firme iconiche come Calvin Klein che con Raf Simons sembra aver ritrovato verve e ispirazione legate a immaginari altri ma strettamente connessi con lo spirito americano, come il cinema e l’arte. Non è un caso che la sua sia infatti una delle collezioni più applaudite, una rappresentazione stilistica del sogno americano a tinte fosche, perché bellezza e orrori dell’America sono due lati della stessa medaglia. Elementi tratti da Pop Art e horror movie sono incorporati sui capi sotto forma di stampe serigrafate e patch, mentre tessuti tradizionali come lana e denim convivono con gomma, latex e nylon. Lo spirito americano è vivo e presente anche in due collezioni tanto diverse quanto significative, quelle di Derek Lam e Tom Ford, il primo con un daywear al contempo semplice e sofisticato, in cui la contemporaneità si fonde con aneliti Seventies e tocchi sportswear, il secondo con una moda volitiva e sexy, tutta spalle, scolli e look body-con ma con elementi atletici e pezzi casual che la tengono ancorata alla quotidianità, seppur deluxe. E il sogno americano va di pari passo con quello che, pur tra crisi e presunte perdite d’identità, dovrebbe essere il motore, non solo del Paese ma anche del sistema moda, ovvero l’ottimismo e l’idea che in qualche modo quello stesso sistema rappresenti ancora una sorta di ‘carrozzone dei sogni’ che porta riparo e sollievo. Tante collezioni lo testimoniano: da quella pulita e colorata di Carolina Herrera, composta in prevalenza da abiti ariosi e primaverili, a quella fluida e dai toni pastello di Victoria Beckham,fino alle tante mise bohémien ricche di stampe floreali, pizzi e/o dettagli folk, conferma quest’ultima che gli anni ’70, così di tendenza nelle ultime stagioni, siano ancora una proficua fonte d’ispirazione. Il fatto poi che diversi designer sdoganino il beachwear in abbinamento a suit, gonne eleganti e in generale capi urbani o raffinati, è sintomo di un approccio easy e dégagé che la dice lunga sul desiderio di evasione e relax, quindi di distensione e di, appunto, ottimismo del settore. Forse, allora, la fuga in massa di cui sopra, può essere l’occasione per New York per dare uno spolvero al proprio guardaroba riempiendolo di nuove stimolanti proposte, perché è proprio nelle situazioni di crisi che, dopo i primi momenti di impasse, si ritrovano solitamente ispirazione, coraggio e spinta per guardare avanti.

MUST-HAVES
Capi: completi sartoriali, blazer, trench (anche smanicati), anorak, camicie maschili, canotte basiche, jeans, track-pants, shorts, long dress fluidi (anche sovrapposti ai top), maglieria, swimwear indossato con capi urbani, reggiseni a vista, corsetti, marsupi, borse a mano, infradito, décolletée a punta, sandali bassi con fascette, maxi-gioielli.
Materiali: denim, pelle, cotone, pizzo, organza, seta, chiffon, nylon.
Dettagli:  elementi sportswear,fetish, folk, sovrapposizioni, destrutturazioni, asimmetrie, orli a fazzoletto, vita alta, scolli a V, spacchi profondi, tasche, maniche extralong o a sbuffo, finte maniche allacciate in vita, trasparenze, pannelli, cut-out, reti, velature, balze, ruche, volant, drappeggi, pieghe, frange, tie-dye, patchwork, cinture in vita, nodi, lacci, coulisse, fiocchi, zip, bottoni a contrasto, applicazioni, borchie, paillette, lucidità, bagliori metallici, iridescenze, righe, grafismi, pois, motivi floreali, stampe tropicali, fantasie etniche.
Colori: bianco, avorio, colori pastello, sabbia, giallo carico, rosa shocking, lavanda, azzurro, blu navy, rosso aranciato, argento.

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