SHOWDETAILS
MEN #22

COLLEZIONI UOMO – PRIMAVERA/ESTATE 2018

I particolari delle sfilate uomo nel massimo formato esistente

Non ci vogliono grandi studi né particolari ricerche di mercato per capire il motivo del sempre più acceso interesse del mondo della moda per quella generazione nata tra il 1980 e il 2000 chiamata ‘Millennial’ o semplicemente ‘Y’. Dalla familiarità di questi giovani con la comunicazione, i media e le tecnologie digitali, alla loro apertura, dovuta ad un’educazione più liberale, alla maggiore facilità negli spostamenti, nei viaggi, nell’incontro e scambio con altre culture, sono tanti i fattori che li rendono target ideale di brand e designer. Basti pensare alle anteprime delle nuove collezioni che, sempre più spesso, appaiono prima sui canali digitali e poi in passerella e che riguardano anche i marchi del lusso. Uno su tutti, Louis Vuitton che, nella persona del direttore creativo Kim Jones, ha riempito (sicuro del proprio pubblico) i vari account ufficiali di Instagram – da @louisvuitton a @mrkimjones – di preview della nuova collezione, insistendo sul must di stagione ovvero la camicia hawaiana rivisitata in chiave deluxe. Ma anche senza ricercare motivazioni di tipo sociologico, basterebbe una sola parola per spiegare il motivo di tanta fascinazione: giovani. La gioventù è sempre e comunque cool; carica di promesse, dinamica, portatrice e insieme attenta osservatrice dei cambiamenti, maneggia le mode con grande dimestichezza e se ne fa, essa stessa, incubatrice, soprattutto di quello street style che si è insinuato anche nel guardaroba formale, contaminandolo. Perché se è vero che la moda viene dalla strada, è anche vero che la strada è popolata da ragazzi che se la contendono e che i propri look li condividono su Instagram, ancora prima di uscire dalla porta di casa. E lo streetwear spinto, visto sulle ultime passerelle, ne è diretta conseguenza. C’è chi, quei ragazzi, li incorona addirittura re, chi fa del surf lo sport d’elezione perché loro prerogativa, chi sogna la California perché quella sembra essere ancora la terra di desideri e promesse, chi trasforma la tuta sportiva in un daywear con tanto di soprabito abbinato. Insomma non sbagliava chi scriveva, quando ancora tutto questo era di là da venire, che “c’è una sola grande moda: la giovinezza”, Youth. E chi manda in giro l’uomo come se fosse sempre in vacanza forse pensa che quello spirito lì, che mixa un po’ di sportswear e un po’ di beachwear, sia un modo per restare scanzonatamente giovani. Rilanciata, si diceva, da Kim Jones nella sua ultima collezione e presente su tante altre passerelle, la camicia hawaiana si è fatta simbolo di questo stile da Holiday perenne che contempla anche teli da bagno, capi marinari, shorts e bermuda baggy, infradito, espadrillas, cappucci e cappellini. Normcore è invece la rivincita dell’uomo ordinario che non ha particolari desideri se non quello di stare comodo e rilassato in ufficio come a casa. Il trend che gli stilisti hanno chiamato ‘Casual Friday’, mutuandolo dalla tradizione americana, si basa appunto sul casual con riferimenti al workwear perché è il lavoro che detta i ritmi quotidiani. 

MUST-HAVES

Capi: blazer oversize (anche in versione smanicata), anorak e giacche tecniche, blouson, impermeabili, ‘field jacket’, tute sportive, jumpsuit utilitarian, felpe con e senza cappuccio, camicie a manica corta (soprattutto hawaiane), T-shirt, maglieria, shorts e bermuda, track pants, chino, jeans, sneakers, espadrillas, sandali a listini, marsupi, cinture extralong, bretelle, tracolle, collane e collanine, cappelli da pescatore.

Materiali: denim, tessuti tecnici, nylon, maglia di cotone, seta, fresco di lana, pelle, knitwear.

Dettagli: elementi sportswear, streetwear, workwear e vintage, sovrapposizioni, vita alta, maxi-spalle,risvolti, tasche e tasconi,cuciture a vista, pince, bande laterali, patchwork, ricami, frange, applicazioni, inserti a contrasto, zip, coulisse, camouflage, pennellate di colore, righe, color block, check, stampe fumetto, motivi floreali e tropicali, decorazioni artsy, slogan, loghi, scritte, grafismi, finiture lucide.

Colori: bianco, nero, grigio chiaro, blu, rosso, arancio, azzurro, rosa, verde acqua, verde militare, beige, giallo.

YOUTH

L’interesse di Dolce & Gabbana per i Millennial è vivo ormai da diverse stagioni; quel pubblico di giovani dipendenti dai social media, primo fra tutti Instagram, piace al duo creativo che gli dedica una collezione eclettica che va dall’abito formale allo streetwear al tuxedo, su cui spiccano tinte accese, anche metallizzate, stampe vivaci di fiori, fumetti manga, grafismi e soprattutto carte da gioco con linee che vanno dal fluido all’accostato.

Target under 30 anche per Dior Homme, con il guardaroba classico reinterpretato in chiave sportswear; il completo in versione corta, con il blazer smanicato e gli shorts, la giacca svasata modello Bar, targhette e coccarde ‘promozionali’ a decorare maniche, revers e profili, pantaloni baggy e pezzi mutuati dallo sport, con righe, stemmi e scritte a contrasto come quelle dei college. Ai piedi, naturalmente, le sneakers.

La camicia hawaiana in versione deluxe, logata o stratificata con l’organza, è il pezzo forte della collezione di Kim Jones per Louis Vuitton, qui insolitamente abbinata a pezzi sportivi come bermuda, leggings da ciclista e track pants che danno all’insieme una chiara impronta streetwear. Anche il resto dei capi, dai completi sportivi agli impermeabili agli anorak, parla un linguaggio urbano e fortemente tecnico che piacerà molto ai giovani.

Il logo ‘VLTN’ torna a decorare camicie e maglie della collezione Valentino perché, spiega il direttore creativo Piccioli, voluto fortissimamente dai ragazzi del suo team. Ecco un altro marchio storico che si piega ai desideri delle nuove generazioni, non solo legittimando quattro lettere nero su bianco o viceversa ma anche promuovendo tute sportive con bande laterali, felpe con e senza cappuccio, giacche tecniche color block, completi in denim, il tutto portato con sneakers colorate.

 HOLIDAY

Il ragazzo di MSGM sogna il paese che pare in vacanza tutto l’anno, ovvero la California, e si veste di conseguenza: stampe floreali e camouflage coordinate o mixate tra loro su camicie a manica lunga portate sovrapposte ad altre a manica corta, T-shirt, bermuda di varie lunghezze, pantaloni sia affusolati che baggy, anorak, impermeabili, cui si aggiungono micro-check, madras, righe, loghi in vista e lavorazioni all’uncinetto. Il tutto in tonalità vivacissime e forme rilassate, da vero clima vacanziero.

Una rilassatezza contenuta e deluxe caratterizza invece il guardaroba dell’uomo Salvatore Ferragamo che ama il glamour delle vacanze in Riviera italiana e francese, nostalgicamente legate ad uno stile di vita rétro, richiamato anche da certe pellicole cinematografiche. Pantaloni lunghi e shorts con risvolto (insolita la versione corta in velluto a coste), si portano con maglieria lavorata a mano e/o camicie monocromo o in fantasia. Su queste ultime spiccano, a volte, coralli e cavallucci marini che decorano anche soprabiti e bermuda.

C’è un capo nella collezione di Paul Smith, che più degli altri fa pensare ad un mood legato a vacanze e relax: la camicia esotica. Portata con l’abito sartoriale, magari con i lembi un po’ dentro e un po’ fuori o con i pantaloni classici, stempera subito il rigore, ulteriormente sminuito da espadrillas o sneakers. Le sue stampe, dal floreale alla spiaggia notturna, enfatizzate da colori vividi, decorano anche maglie, pantaloni e accessori.

Il beachwear irrompe sulla passerella di J.W.Anderson che accantona i look eccentrici per una moda portabile, fatta di bermuda, marinière, T-shirt e camicie con cuoricini stampati. Tanti i capi in denim e poi canotte, felpe e jeans con il logo vintage della Coca-Cola. Ai piedi, infradito e Converse All Star, mentre asimmetrie, patchwork, applicazioni artistiche e frange movimentano e/o decorano bordi e profili di capospalla, maglie e borse.

NORMCORE

Il desiderio di normalità investe in pieno l’uomo Fendi che adotta la tradizione americana del ‘Casual Friday’, cioè del vestire casual il venerdì in ufficio. Il cosiddetto corporatewear si mixa così ad un guardaroba informale in cui l’abito o il solo pantalone classico a vita alta si portano con blouson, camicie smanicate o a manica corta, bretelle, maglieria sottile e soprabiti sportivi. Sdoganati anche gli shorts con la cravatta e i pantaloni tecnici.

‘Casual Friday’ anche da Balenciaga il cui direttore creativo Demna Gvasalia pensa ai padri di famiglia nei loro momenti di relax con i figli; quindi non solo ufficio, con blazer dalle maxi-spalle (come ha lanciato lo stesso marchio qualche stagione fa), T-shirt basiche e camicie hawaiane ma anche felpe zippate o con il cappuccio infilate dentro pantaloni a vita alta, anorak e giacche tecniche over, proposte in chiave vintage-démodé, tardo anni ’80, primi ’90.

Normalità è la parola chiave anche da Hermès, dove i materiali pregiati e la cura maniacale di tagli e dettagli si uniscono ad un tocco sportswear e workwear insieme.Ci sono capospalla, abiti sartoriali, camicie e pantaloni ampi percorsi da cuciture a vista come certe divise da lavoro, giacche tecniche lucide indossate anche sotto il blazer, fine maglieria abbinata a track pants con righe laterali, il tutto portato con sandali o sneakers.

La vita di tutti i giorni passa anche e soprattutto attraverso il lavoro; Junya Watanabe Man, in collaborazione con Carhartt e Levi’s, presenta una serie di outfit d’ispirazione utilitarian che sembrano vere e proprie divise da lavoro.Su capospalla e pantaloni spiccano maxi-tasche, cuciture a vista, patchwork, spruzzi di pittura multicolore, mentre le tonalità sono in prevalenza sfumature di marrone e di blu. I tagli sono squadrati ma comodi, adatti al quotidiano.

ABItaliaC