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Editoriale

Il senso d’insicurezza e di pericolo costante che si è impossessato del mondo intero è una tematica ricorrente nelle collezioni degli stilisti; anche Yohji Yamamoto, che non è nuovo ad una moda voluminosa e protettiva, si schiera dalla parte di chi sente il bisogno di protezione e soprattutto degli adolescenti, ancora più fragili e bisognosi di conferme. Tanto nero e stratificazioni portate all’eccesso caratterizzano quindi questa collezione fatta di colli avvolgenti, pezzi sovrapposti all’inverosimile, come la T-shirt sopra il piumino, pull corposi extralong portati su pantaloni utilitarian pieni di lacci e tasconi, doppiati a volte da gonnelle a pieghe, anfibi e sneakers alte. Ritornano le grafiche bianco su nero o nero su bianco già presenti nell’ultima collezione estiva, qui sotto forma di visi di donna, mostriciattoli e scheletri.