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Editoriale

Goga Ashkenazi modella, come un’abile scultrice, pepli contemporanei, intrisi di poesia, di grazia, di misura. Gli abiti a colonna sono monumenti alla femminilità, celebrano la lievità e l’eleganza del tulle di seta, raccontano un’indole quieta e romantica. Il plissé pervade i vestiti, le stoffe, plasma i corpi, li vela. I corpetti sono raffinatamente drappeggiati, raccontano un nuovo classicismo, un’ispirazione che arriva dall’antica Grecia e raggiunge i nostri giorni. I tailleur sono fluidi, ariosi, avvolgenti, realizzati in taffetà tecnico, con morbide tasche, cinghie lasciate fluttuanti o stampe sfumate. Dettagli imprevisti e inattesi donano alle silhouette un tocco nuovo: le cinture da paracadute si stringono alla vita, perfettamente in sintonia con la palette cromatica degli abiti. Tonalità diafane, nuance epidermiche, ma anche tutte le gradazioni di grigio pietra, rosa antico, sabbia del Peloponneso. Con tocchi di fucsia, nero, blu oltremare.