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Editoriale

Seduzione anni Novanta. Ma anche influenze gipsy e vibrazioni in stile hippy. Donatella Versace porta in passerella grinta, colore, elettricità. Al grido: “Massimalismo”. Le stampe sono una miscela di elementi maculati, pois variopinti, fioriture ad alta gradazione fluo. Barocche, fastose, in un trionfo di rigature, boccioli, loghi. Le silhouette sono scolpite in un gioco di drappeggi e tessuti fascianti. Abiti asimmetrici, gonne aeree con spacchi vertiginosi, pantaloni scampanati con ruche e volant, dall’eco anni Settanta. Pelle, vinile, pitone sono la materia prima per completi, pencil skirt, capospalla, trench. Sposano una palette vivida, dal giallo fluoro al blu elementare, con tocchi di vermiglio, turchese. Il nero notte diviene protagonista sul tailleur con bottoni dorati e cintura in vita, sugli abiti da sera, in satin, scivolati, rigorosamente monospalla. Il metal mesh trova nuova luce, dipinto e ricamato su abiti dalle trasparenze seducenti.