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Editoriale

Versace è lusso e grunge. Vibra del sound dei Nirvana. Riverbera di citazioni anni Novanta. La collezione è massimalista, sontuosa. Ammicca al punk rock. Tessuti deluxe si accostano a stoffe dall’effetto usurato, con tagli a vivo, sfilacciature e sfrangiature. I collant sono opulenti, in pizzo jacquard, nelle tonalità acide, pistacchio e lime. La V barocca si staglia su sete e lurex. Cinture sadomaso, cinghie, fibbie dorate, elementi bondage si legano ai corpi. Non mancano sottovesti alla Courtney Love, dress in maglia metallica, tubini off-shoulder. Le minigonne a plissé hanno spacchi trattenuti da spille da balia. L’iconografia Versace si fonde con tonalità intense, vivide. Le T-shirt bianche ospitano il ritratto di Donatella Versace scattato da Richard Avedon. I blazer esibiscono oscuri inserti in pizzo, dalle trasparenze seducenti. Trench sagomati di pelle, scivolati abiti da sera, scolli in pelliccia fucsia, compongono un affresco grunge e lussuoso, Made in Versace.