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Editoriale

Véronique Leroy non sfila ma il lavoro su forme, colori e materiali è sempre presente; il denim giapponese, già utilizzato nelle precedenti stagioni, torna su giacche, jeans e gonne, usato da entrambi i lati e sfrangiato sui bordi. Il tema della sfrangiatura è ripreso poi nei pezzi all’uncinetto, con contorni a contrasto spessi che definiscono ulteriormente la silhouette dando un tocco grafico. Su alcuni capi spicca una stampa sfuocata verde che è una reinterpretazione, rivela Leroy, del trio di tele ‘Water Lilies’ di Monet visto al Chichu Art Museum di Naoshima all’inizio di quest’anno. Diversi i pezzi in chiffon bianco vaporoso, ma anche quelli in nylon, tra cui degli abiti e non solo capospalla, come ci si potrebbe aspettare da un materiale di questo genere. Ma è Leroy e lo dimostra anche dai fiocchi scultorei con cui vanno a chiudersi, dietro il collo, le bretelle dei top incrociati.