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Editoriale

Questa è indubbiamente la stagione dei loghi; Pierpaolo Piccioli da Valentino vi si abbandona con disarmante cedevolezza, consapevole che per una moda meno da tappeto rosso e più da ‘strada’ va parlato lo stesso linguaggio delle giovani generazioni che sembrano soffrire di una sorta di horror vacui. Ripescando il logo delle sciarpe anni ’70 e ’80, Piccioli lo sovrappone ai tessuti classici di completi e coat ma anche a quasi tutto il resto ovvero giacche e pantaloni mimetici, camicie, felpe, tute sportive e jeans con maxi-risvolto. Logo spesso evidenziato da colori al neon, come il rosa fluo che contrasta sulle fantasie camouflage. Il risultato è una ‘couturizzazione’ dello streetwear ma anche il contrario, cioè una couture ‘inclusiva’, meno elitaria, anche se resta pur sempre logata Valentino.