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Editoriale

Un mondo ideale, utopico, in cui aristocratici, militari, giovani ribelli, clero e monarchia vivono insieme in armonia, senza lotte di classe né di potere. Ecco il senso della teatrale sfilata che Jun Takahashi mette in scena per Undercover, orchestrata come un balletto e aperta dagli aristocratici che indossano long dress bustier svasati in maglia bucherellata lavorata a mano con maxi-boleri ultra-plissettati e tute accollate, monocromo o stampate, con eccentriche imbracature ed altrettanto eccentrici copricapo dalla lunga piuma. E poi ecco i soldati con i coat asimmetrici decorati di medaglie e mostrine e i pantaloni infilati dentro stivali platform open toe, i ribelli che mixano gorgiere a capi anni ’70, il clero con piumini voluminosi fino ad arrivare alla regina con maxi-gonna effetto fisarmonica e capelli raccolti a ciambella come la principessa Leila di ‘Guerre stellari’.