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Editoriale

Gaia Trussardi si è tuffata nell’archivio della maison per dare alla luce questa collezione che attraversa il deserto australiano ed arriva fino alle passerelle milanesi, proiettata verso l’estate. Questo mix di influenze, la tradizione di famiglia e lo spirito libero di un viaggio solitario, si sentono forte e chiaro guardando la sfilata. I colori vengono tutti dalla natura: beige, cacao, paprika, giallo zafferano, blu e grigio. Il taglio degli abiti, benché di straordinaria femminilità, hanno un’attitudine mascolina. Giacche, pantaloni, gilet, gonne e tuniche si soprappongono con armonia cromatica. Garza e lino subiscono un trattamento che li rende simili a seta, il tessuto è grezzo, sfrangiato, increspato, si vede la mano artigiana che l’ha lavorato. A completare l’opera, il ritorno massiccio dello scamosciato, una graditissima reminiscenza del passato, questo sì è ricondursi alla storia di famiglia.