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Editoriale

“Per favore, guarda il mondo attraverso i miei occhi… per favore…”. Questa la nota-preghiera lasciata da Thom Browne ad inizio sfilata accanto ad una scatola contenente un paio di occhiali da sole con lenti colorate e un lecca-lecca. Indizi surreali che aprono uno spettacolo altrettanto surreale: un prato all’inglese circondato da una staccionata bianca, nani da giardino, palloncini e carriole sparsi ovunque, nel mezzo una casetta bicolore e i modelli che si aggirano in questo grottesco giardino d’infanzia con bombette di paglia con fiore applicato e calze spaiate infilate dentro platform chilometrici. La collezione è speculare ovvero i look dal 31 al 59 sono un riflesso ‘asciugato’ delle uscite 2-30, il che significa che se la prima parte ha proporzioni oversize, la seconda ha linee slim con giacche ridotte e maniche accorciate e pantaloni (e gonne) asciutti. Gli abiti sono prevalentemente completi sartoriali su cui ritornano le stesse fantasie, gessati e check ma anche motivi di balene, granchi, ancore e barche a vela ricamati, stampati o intarsiati sulle superfici, il tutto in versione iper-colorata.