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Editoriale

Il discorso sulla sostenibilità nella moda ha raggiunto un punto critico; molti designer stanno facendo in questo senso scelte responsabili, anche se sono ancora ben lontani dal percorso etico che la collega Stella McCartney ha intrapreso da anni, anzi, dall’inizio della sua carriera. La nuova collezione ne è l’ennesima dimostrazione, con capi per la maggior parte realizzati con materiali di recupero e/o prodotti eticamente. Ci sono i lunghi cappotti realizzati con tessuti di scarto provenienti dalle stagioni passate, ci sono i long dress le cui sfilacciature provengono da T-shirt vintage tagliate a strisce, ci sono altri abiti, sempre lunghi e fluidi, i cui corpetti sono stati decorati con i materiali delle collezioni precedenti. E poi ci sono i pezzi sartoriali army che vengono da un surplus di pezzi militari, le pellicce finte e c’è la viscosa sostenibile che viene da foreste svedesi certificate, senza dimenticare i gioielli, come le maxi-collane decorate con elastici colorati.