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Editoriale

Non servono mappe per orientarsi, né coordinate. Il défilé è un’avventura materica, un’esplorazione tessile e cromatica. Stella Jean si lancia in un viaggio, plasma un Grand Tour di stoffe, di tessuti rigati e tartan. Si lascia ispirare dai viaggi culturali in Europa dell’alta borghesia nel XVIII e XIX secolo. Ma anche dalle luci di destinazioni tropicali, Polinesia Francese, Haiti, Africa. La collezione mescola influenze culturali, contaminazioni letterarie, artistiche, che non conoscono distanze. Sfilano esploratrici immaginarie. Non hanno valigie, né borse. Indossano fluidi trench annodati in vita, lunghi cappotti jacquard, abiti con balze, bluse dalle maniche arricciate, maglioni con tigri naïf, ampi pantaloni, gonne a palloncino. Ai piedi, sneakers maxi. In vita, cinture con grandi fiocchi. Le stampe sono esotiche evasioni, richiami visivi alle isole di Paul Gauguin, o nature morte ispirate alla tradizione artistica olandese, immagini di Willem Kalf.