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Editoriale

I due elementi che saltano all’occhio nella collezione di Simone Rocha sono i nodi e gli incroci, tanto più inediti quanto si sovrappongono o decorano abiti romantici in materiali diafani, sottili, in certi casi trasparenti. È una ‘poetica del bondage’, che va in scena sulla passerella della designer di origini cinesi, un omaggio al fotografo giapponese Nobuyoshi Araki, il cui lavoro sul corpo contempla appunto le tecniche feticiste. La maggior parte dei corpetti degli abiti è caratterizzata da bande incrociate o trasversali realizzate in macramè a contrasto o a tono con il resto del look, mentre tubini e completi più spessi con maxi-tasche, fatti in materiale spugnoso, sono attraversati da bande con chiusure a obi che culminano in grandi fiocchi. Concludono stampe bambù, abiti in plastica doppiati da strisce di seta incrociata e tante trasparenze.