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Editoriale

Dame inquiete e inquietanti sfilano per Simone Rocha. Sono donne bambine, osservate, spiate dal buco della serratura, strappate alle fotografie voyeuristiche di Miroslav Tichý. Indossano reggiseni aderenti, languidi, di satin, con ferretti preziosi e paillette rosse. Narrano l’intimità e l’invasione della privacy, un erotismo tra innocenza e oscurità. Sul capo portano la corona nera di Louise Bourgeois e a lei si ispirano, coprendosi di ricami simili a ragnatele. La femminilità si annida dentro abiti voluminosi e ricchi. Cappotti dalle linee convulse, virtuose, con stampe floreali e tocchi scarlatti. Trench doppiati, trasparenti, color miele. Abiti con nastri fluttuanti, applicazioni lucenti, arricciature, stoffe rapprese, rimboccate, maniche gonfie, dalle tonalità notturne o epidermiche, cipria, vaniglia, carta da zucchero. Sboccia una femminilità inebriante in passerella, delicata e a tratti angosciante, tenera e sensuale, noir. Espressione di un’inquietudine privata.