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Editoriale

Parigi, La Ville Lumière, la Belle Époque. In un periodo di grande ottimismo, innovazioni culturali e prosperità la donna Shirtaporter sperimenta le più svariate forme di arte e, come una diva del teatro e della danza, stravolge il suo guardaroba. Sceglie fluide geometrie, lunghi abiti a pieghe plissé, svolazzanti gonne in tulle e morbidi cappotti alla caviglia. Come una vera star, indossa ampi abiti chemisier e kimono di sete orientaleggianti che rievocano l’esotismo delle colonie d’oltreoceano. Ad arricchire questi capi speciali, luminosi patch floreali e stellari che prendono vita dalle stampe e contaminano l’intera collezione. La palette colori ricorda il laboratorio di un grande profumiere francese: i fiori e le piante officinali si tingono di toni caldi come rosso fuoco, burgundy e tenue cipria per sconfinare poi nei colori della terra come il cammello, il grigio e il verde militare che ricordano un lontano ed esotico mercato delle spezie.