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Editoriale

In mano al direttore creativo Bertrand Guyon, la Maison Schiaparelli sembra aver trovato la formula vincente, anche grazie o forse proprio grazie a ‘Story’, il progetto legato al marchio che vede ogni collezione collegata ad un artista diverso per ogni stagione. In realtà la stessa Schiaparelli ha sempre collaborato con grandi artisti, da Jean Cocteau a Salvador Dalì, e Man Ray, che fu suo grande amico, è il primo ‘ospite’ postumo della collezione. Alcune delle sue opere, le più iconiche ma anche quelle meno conosciute, sono riprodotte sui vari capi, come la famosa fotografia ‘Glass Tears’, ristampata su una T-shirt con ricamo tridimensionale in vetro a goccia, o l’epitaffio che ha voluto sulla sua tomba ‘unconcerned but not indifferent’ sull’elastico in vita di una gonna jacquard. Maxi-fiocchi decorano bluse e camicie, i pantaloni sono ampi, a vita alta, tutto è teatrale, tanto che la presentazione stessa assume l’aspetto surreale delle opere cui s’ispira.