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Editoriale

Come in un dipinto di Botticelli, i pigmenti che animano la collezione di Salvatore Ferragamo sono rubati alla natura, alla primavera, alla stagione dei fiori. Linee armoniche e leggerissime vesti si tingono di colori pastello, geranio, mango, pesca, papavero, ottanio. Tonalità satinate vibrano di riflessi su abiti a sottoveste, che scivolano lievi, ondeggiano. Nastri, frange, stampe optical e trasparenze esaltano la forte identità femminile del marchio. Il rettile è grande protagonista. Abiti e pencil skirt sono in pitone, dalle sfumature neutre e con piccoli tondi intagliati, come oblò a mostrare la pelle. I capi più lineari giocano con i pieni e i vuoti, con motivi floreali traforati a laser. Non mancano giochi patchwork con tessuti di camiceria. L’eleganza diviene poi opera d’ametista: un abito lucente, in una preziosa combinazione di paillette mini e maxi, dai colori violacei e opalescenti ricorda i minerali, i riflessi del quarzo.