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Editoriale

DONNA

Salvatore Ferragamo dirige un’orchestra di materiali pregiati, seta, chiffon, satin, pelle, suede, velluto. Compone una melodia dalle tonalità intense, verde, caramello, burgundy, sabbia, indaco e cipria. Scrive un’aria dall’andamento fluido, elegante. Ma la collezione, che vede Paul Andrew come nuovo direttore creativo per il prêt-à-porter femminile della Maison, è all’insegna della purezza delle forme. Linee pulite, svasate, allungate. Mai eccessive. Le silhouette sono decise, i capospalla elemento cardine. I cappotti in vitello sono rivestiti con fodere stampate effetto foulard. I trench di camoscio sono smeraldo o rosso merlot. Ampie mantelle, cappe antipioggia, blazer e bomber seguono un ideale di rigore e pulizia. Gli abiti corti e lunghi, fluenti, in seta e velluto, sono intrisi di grazia e misura. Hanno colletti rigidi, lasciano le spalle scoperte. Il punto vita è segnato dalla cintura e le mani avvolte da guanti di pelle. Per uno stile votato alla sobrietà.

UOMO

Il nuovo corso di Salvatore Ferragamo è una sfilata co-ed nei saloni della Borsa Valori di Milano, con il direttore creativo uomo Guillaume Meilland che affianca il debuttante Paul Andrew suo omologo per la donna. È un ‘pas de deux’ questa collezione che fa del ritorno al classico il proprio punto di forza, rivisitato però in chiave urbana, con i soprabiti e in generale i capospalla dalle linee più sportive e disinvolte, con interni trapuntati e/o a contrasto su maglie zippate portate dentro i pantaloni e camicie che vanno da tonalità classiche ad altre più accese e insolite come il giallo e il viola. Abbonda l’utilizzo del cuoio e del camoscio ma in realtà Ferragamo è un marchio di calzature e forse sono gli abiti ad essere al servizio delle scarpe e non viceversa.