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Editoriale

Spalle scoperte, schiene a vista. Scollature profonde. Inserti in pizzo, trasparenze ammiccanti. Gocce per mostrare la pelle, tagli provocanti, spacchi. L’alfabeto sartoriale di Roland Mouret è fatto di elementi allusivi, intime confidenze che sposano l’alta sartorialità. L’ispirazione nasce dal film erotico “Emmanuelle” del 1974. Ma attraversa gli anni, arriva al presente, all’attualità, al movimento del “#MeToo”. Roland Mouret porta in passerella un canto femminile, una lode alla sensualità della donna e ne permea tutta la collezione. Gli abiti si fanno interpreti di molteplici voci, parlano, raccontano. Portano spille, come distintivi politici, messaggi, “Intoxicated by memories and feelings”. Caftani e tuniche divengono giardini segreti, si tingono di bianco e blu intenso, mostrano cascate di giacinti, rigature inaspettate, stampe tartan. Per una stagione emotiva, un’esaltazione dei sensi dalle tonalità pastello, menta, azalea, bianco, nero, rosso mattone.