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Editoriale

Gli hippie si tolgono il fango di Woodstock e si coprono d’oro, ricami, velluto, pelle e pellicce. Peter Dundas mette nel frullatore suggestioni che vengono dagli anni ’70, dal barocco, dalla Belle Époque fino al rock pensando per Cavalli aduna donna ornata fino ai denti ma che sottolinea la sua provenienza dall’underground. Il patchwork incontra il barocco, il pelo decora il tweed, gli alamari alla Sgt. Pepper si mescolano a nuvole di chiffon di figure che sembrano uscite da quadri di Klimt. I colori predominanti sono intensi: petrolio, pavone, verde bosco, assenzio, melanzana, tutti perfettamente a loro agio sul velluto, sulla pelle e sulle velate trasparenze. Si predilige il lungo negli abiti e nei cappotti, sottolineato da un’immancabile sciarpetta che arriva ai piedi. I pantaloni sono a zampa come si deve al mood, in denim o di tessuti che richiamano il mondo della tappezzeria. L’animalier, il pizzo e il lurex completano questo stile opulento e bohémien.