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Editoriale

Traspare un senso di audace combinazione degli iconici tratti. Il succedersi di lunghi e vaporosi abiti in cromie sfumate, di gonne dall’effetto onda tempestate di paillette, di cappotti slim zippati e parka sovradimensionati, di volant e fiocchi, di stampe orientali è un caleidoscopio dal sapore opulento. Un tumulto di micro punti luce, di piccole borchie dorate tondeggianti, di maglieria frangiata, di intarsi di pelle e paillette, sfavillii e bagliori dati da abiti-rete composti di soli ricami conferma l’assioma caro allo stilista fiorentino. Intona il suo canto, Roberto Cavalli, conscio di saper mutare la sua stessa ossatura. Trae nuova disinvoltura grazie al maculato declinato in un grafico patchwork che si accosta a lunghi cappotti bordati di pelliccia. Le vibranti tonalità intense di senape, oliva, blu e pavone lo rendono inoltre estremo ed enfatico.