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Editoriale

Rick Owens non è solo un designer fuori dal coro ma è anche molto attento alle attuali problematiche sociali; se la scorsa collezione era un riferimento alla crisi dei rifugiati, questa, sebbene senza richiami o note di stampa diretti, mette il dito nella piaga dilagante delle molestie sessuali e in particolare nelle accuse mosse da Christine Blasey Ford contro Brett Kavanaugh, il candidato alla corte suprema del presidente Trump. Il suo plotone di donne, che pare sempre una via di mezzo tra guerriero e sacerdotale, sfila con impalcature metalliche sulla testa che sembrano già armi di difesa, a volte accompagnate da maxi-occhiali a maschera. Gli abiti sono armature protettive, e come chiamare altrimenti gli aculei materici che sbucano da colli e maniche o le scatole lunghe e strette incastrate oblique nelle cinture delle mini-gonne di jeans insieme a giganteschi marsupi? Altre modelle portano delle torce e hanno long dress pieni di cut-out geometrici con vista sull’intimo che sembrano rimandare a una Statua della Libertà uscita da una strenua lotta a difesa della propria libertà perduta. Appunto.