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Editoriale

Smessi i panni del profugo climatico e di tutte quelle impalcature e involucri annessi, Rick Owens si getta a capofitto nel glam rock, complice la sua infatuazione, che in realtà dura da una vita, per Larry LeGaspi, il sovversivo designer americano che negli anni ’70 disegnò i costumi per i Kiss, LaBelle, Divine, Grace Jones. Chiamiamolo tributo da designer a designer ma anche una metafora del genio maledetto, tutto vizio e lussuria, dissipazione e declino. I giovani in passerella hanno lo stesso fare disordinato e lascivo, lunghi capelli disordinati, toraci magri e pallidi enfatizzati da sottili canotte in maglina, jeans skinny oleosi a vita alta o pantaloni oversize con inserti a contrasto lungo la gamba. Sopra portano coat in eco-pelliccia senza colletto, piumini extralong, shearling cropped ma con maniche lunghissime e soprabiti trapuntati che sembrano vestaglie. E il glam rock è servito.