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Editoriale

Semplice è bello. Perché loghi e slogan ci fanno sembrare tanti cartelloni pubblicitari ambulanti. È più o meno così che la pensa Miuccia Prada e la collezione procede in questo senso ovvero con pulizia e un certo minimalismo intesi come pausa di riflessione. Nello Spazio Prada di via Fogazzaro, che lo studio AMO di Rem Koolhaas ha rivestito con l’essenzialità di una pellicola in PVC trasparente, sfilano ragazzi dalle silhouette asciutte, con dolcevita in jersey dai colori aciduli, monocromo e in fantasia floreale che spuntano sotto blazer con tasche zippate, giacche in suede, polo, T-shirt e camicie con e senza ruche, il tutto abbinato a micro-shorts e pantaloni colorati. Nella riflessione di Miuccia c’è spazio anche per un tocco vintage che, accostato a una (involontaria?) allure sportiva, ricorda certe divise atletiche degli anni ’70.