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Editoriale

La collezione di Prada è militante, sovversiva. Irrompe sulla passerella di Milano senza chiedere il permesso. Dà voce ad idee di femminismo, di politica, di arte, come una vera e propria chiamata alle armi. Possiede un linguaggio ribelle, ardente, di tessuti maschili, impermeabili plastificati, stampe graffianti e audaci bicromie. Il leitmotiv grafico di questa collezione è il fumetto, grazie alla collaborazione di Miuccia Prada con artiste che disegnano storie di donne. Volti in bianco e nero o dalla tinte pastello si rincorrono in tutta la collezione, gli storyboards contaminano gonne, cappottini, maxi abiti. Come pagine di un libro, raccontano il coraggio femminile, la lotta delle eroine di ogni tempo. Le biker sono oversize, dark, bianche o arancione pop, ricoperte di borchie. I bustier in maglieria presentano asimmetrie, tinte vivaci, immagini di ragni a intarsio. Le camicie sono un mix di tessuti stampati, manti di gatti o leopardi, fiori e disegni a matita.