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Editoriale

La moda “più umana, vera e modesta” di Miuccia Prada, che si oppone alla violenza dilagante, porta in passerella un giovane contestatore in stile Seventies, che predilige giacche di pelle o velluto, anche con inserti di pelliccia, e maglioni girocollo o a V in fantasie naïf abbinati a collanine-amuleto fatte con le conchiglie e portati dentro i pantaloni diritti, anch’essi in pelle o velluto oppure in lana. Le linee sono esatte, quasi striminzite, proprio come andava nel periodo, soprabiti e cappotti hanno cinture in vita, tasche applicate e colletti a contrasto, i blouson sono corti in vita, con fantasie micro-check e bordi in maglia. A tono con il mood anche la palette cromatica, con abbondanza di marrone, beige e grigio.