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Editoriale

L’incertezza del contemporaneo va in scena sulla passerella di Prada, una riflessione sui tempi bui e turbolenti che stiamo vivendo tradotta in malinconia e rattoppi. Sfilano militari reduci da battaglie, la divisa rammendata, il colletto staccato, i pantaloni ampi alla caviglia e anche più su, con l’orlo a volte mal rifinito. I cappotti e gli abiti sono sartoriali ma vissuti, come travolti dalle avversità, la maglieria è sfrangiata, le chiusure a stringa sembrano staccarsi da un momento all’altro, le camicie bianche sono over, con i maxi-polsini anch’essi mezzo staccati che spuntano dalle maniche dei capospalla, alcune riproducono disegni di un illustratore francese, con scene di guerra ma anche d’amore, come quella assurda del bacio tra Cleopatra ed Elvis Presley.