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Editoriale

Miuccia Prada in “Anatomia di una storia d’amore” utilizza la moda come linguaggio sociale, voce del contemporaneo, per raccontare gli opposti, ricomporre frammenti. Riunisce le forze presenti in ogni essere umano, in ogni società. La paura, la debolezza, il male. L’ottimismo, l’idealismo, la forza, il romanticismo, il bene. La collezione è un invito all’unità, all’inclusione, alla mescolanza. Ed ecco allora giacche, cappotti, mantelle da trincea, con tasconi cargo e tessuti rudi, forti, di panno, per reagire alla realtà violenta. Poi, in un contrasto armonico, vestiti come inni all’amore, esplosioni di grandi fiori stampati, e pizzi su pizzi, abiti bustier con sovragonne plastiche e voluminose, tailleur con giacche strizzate in vita da cinture, ad esaltare la femminilità. Giacche con asole maxi e maniche da cui sbocciano tessuti lievi. Stampe con Frankenstein e l’innamorata, un rimando all’amore, una miscela misteriosa di passione e pericolo, inquietudine e dolcezza.