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Editoriale

Tocca a Philipp Plein tenere alta la bandiera del rock in una fashion week che ha prediletto atmosfere molto più intime e romantiche. Piovono borchie sulla passerella dove si trasmette l’estate scatenata della donna partorita dalla mente dello stilista tedesco. C’è tutto il campionario che l’etichetta rock prevede: il chiodo, la pelle nera, i completi un po’ strizzati con skinny o jeans strappati, le t-shirt da concerto, le mini-gonne e i mini-shorts, gli abiti neri. Dal total black si passa al total white sempre con lo stesso scrupolo filologico anche quando scende sui capi una colata di lamé. Il vezzo è lasciato ai tutù da ballerina e alla gonnina da tennista, ai mini-dress che avvolgono la donna come una caramella da scartare o che la trasformano in un cigno nero coperto di piume. Pochissime concessioni al colore: su tutti trionfa il rosso dello smoking dove cadono petali di rose con spine.