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Editoriale

UOMO

“Indosso abiti ogni giorno della mia vita e li amo”. C’è chi lo maltratta, l’abito, e chi lo ama; Sir Paul Smith fa parte del secondo gruppo, altrimenti non farebbe una dichiarazione così assoluta nei confronti del completo sartoriale. E proprio in nome di questo amore dichiarato, propone tre tipi di blazer: il doppiopetto classico modello 6 a 2 (sei bottoni presenti ma solo due funzionali) e il monopetto a uno e due bottoni, stesso discorso per il cappotto, anche se prevale il doppiopetto. La camicia c’è, in fantasia, ma nella maggior parte dei look è sostituita dal pull, a girocollo o a V, multicolor o a tinta unita portato sempre dentro i pantaloni che sono morbidi, a vita alta ma sempre classici. C’è anche qualche giacca di pelle zippata oppure in tessuto con inserti in pelle a contrasto ma il dominio è tutto di coat e blazer spesso divisi verticalmente, riga o check contro tinta unita.

DONNA

L’amore di Paul Smith per il sartoriale si manifesta tutto in questa collezione co-ed, in cui il guardaroba femminile si rispecchia in quello maschile; a parte qualche long dress in satin che apre la sfilata, portato con stivaletti a punta, il resto delle uscite si concentra su coat di varie lunghezze ma soprattutto extralong, mono o doppiopetto, con e senza cintura, tartan blu e verde con colletto a contrasto o unito da un lato e check dall’altro o, ancora, decorato solo da una parte con un’applicazione naïf realizzata con i nastri che riprende l’opera di Edmund Dulac ‘The Dreamer of Dreams’. I completi passano dalla fluidità satinata stile pigiama a linee più strutturate, con spalle solide, chiusura ad un bottone e pantaloni morbidi, alcuni arricchiti da bande laterali. Accattivante la scelta cromatica che in certi casi compensa la classicità dei look, con rosso acceso, verde petrolio, turchese e bordeaux.