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Editoriale

Lo stile visionario e sperimentale di Paco Rabanne rivive sulla passerella di Julien Dossena che, dopo qualche stagione di volontaria lontananza dalle dirette influenze del fondatore, lo celebra con una collezione retro-futuristica in cui emerge come pezzo centrale l’abito ‘metallurgico’, qui realizzato con dischi di plastica sovrapposti ad uno strato in maglia: c’è la tunichetta Sixties con l’orlo arricciato, il top abbinato a jeans bianchi ricoperti di jersey tecnico, il pantalone flared al polpaccio con una sottile canotta in maglina con inserti trasparenti. Ma ci sono rimandi anche nei capospalla-babydoll delle prime uscite, nelle felpe zippate in lana e neoprene portate con mini-dress in mesh metallico e nei look in nero del finale che assemblano menswear, come nei pantaloni ampi da smoking con ampie bande di nylon sull’orlo, abbigliamento da lavoro, con le chiusure a fibbia multipla, sportswear e lingerie, a vista nei (sopr)abiti zippati e trasparenti.