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Editoriale

Il tocco sportivo nel lavoro di Virgil Abloh non manca mai, a partire dalla location, che stavolta è un palazzetto dello sport con il pavimento a scacchi di un bel giallo carico e legno, un richiamo, per il designer cresciuto nell’America suburbana, ai ‘demolition derby’, quelle pazze gare tra automobili in cui lo scopo è di distruggere il veicolo dell’avversario. Ma è una cornice, un sottofondo, perché poi Abloh è intrigato dalla donna che vuole vestirsi da donna ed essere chic, quindi grande spazio alla sartoria fin dalle prime uscite con giacche, coat e completi dalle spalle ben delineate, anche in pelle nera, indossati a volte con cintura-fascia-corazza dotata di strap. E, certo, questa donna vuole sentirsi anche sexy, quindi sotto i lunghi cappotti porta shorts ultra-corti, l’ultimo a tono con il pavimento e abiti drappeggiati e asimmetrici che lasciano fuori porzioni di pelle. Non mancano tute, piumini, jeans e, naturalmente, le sneakers, calzate anche con i fluidi long dress, svasati e con super-spacco, del finale.