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Editoriale

Dall’arrivo di Guillaume Henry, la donna Nina Ricci ha assunto un’aura più sensuale e volitiva, meno impregnata del romanticismo del suo predecessore, quel Peter Copping che è volato oltreoceano da Oscar de la Renta. L’espressione di questo nuovo approccio è rappresentata dall’abbondate ricorso al menswear incorporato nella femminilità di spacchi, scolli, trasparenze, pizzi e paillette. C’è il blazer doppiopetto portato con la blusa vittoriana dal colletto arricciato, trench e cappotti over sovrapposti a slip dress o a minigonne e longuette con spacco profondo, pantaloni maschili abbinati a camicette con vista sull’intimo. Ma ci sono anche mise squisitamente femminili, prevalentemente abiti sottoveste con ricami preziosi, in lamé o paillettati, portati con collant velati e décolletée con cinturino.