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Editoriale

Ci sono cose che non vediamo crescere, che non hanno l’abbaglio lancinante che lacera il tempo. Le trasformazioni silenziose sono filosoficamente le più interessanti, così come i percorsi rodati, le strade stilistiche che evolvono ma non si rivoluzionano. Alessandro Dell’Acqua ha la mano ferma nel suo percorso. Negli arazzi patrizi da giardino dell’Eden, l’azzurro madonna si stempera fino alle palme svettanti e alle code dei pavoni. La figura si compone di balze piatte, piccole creste di tessuto plissettato, gorgiere moderne, lembi tagliati a sbieco lasciati svolazzanti e le superfici brulicano di petali di tessuto. L’oro antico croccante si abbina ad una spinosa lana grigia, a gonne midi spinate e a cappotti dai revers dimezzati, sfilacciati e poi bordati di nero. Altamente progettata, la nuova silhouette rinvigorisce la poetica dello stilista napoletano e sottovoce compone un corpo sicuro e complesso.