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Editoriale

Casey Cadwallader, dopo il primo anno da Mugler, dimostra di aver assorbito l’essenza del marchio, unendo volumi architettonici con un gusto più personale per stampe e tessuti. Il risultato è una collezione dinamica costruita su asimmetrie, balze, ruche, drappeggi ma anche grazie ad un lavoro sulle decorazioni che consistono in motivi astratti definiti non tanto minerali quanto “erbacei”. Alcune fantasie in realtà sono state ispirate da immagini raffiguranti vetri di Murano, altre da un terrazzo italiano, comunque sono briose, colorate, con un tocco optical e decorano i top, i pantaloni a vita alta, gli abiti o solamente i contorni enfatizzando la silhouette e persino gli stivali calza oltre la coscia, che diventano un tutt’uno con il resto del look. Curve in risalto anche nei coat e nelle giacche sartoriali, avvitate e forti di spalle.