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Editoriale

Pimp my Looney Tunes. Continua la filologia di Jeremy Scott alla guida del cingolato Moschino. Dopo gli accordi esclusivi per lo sfruttamento del marchio McDonald’s e Mattel, tocca alla sgangherata “Armata Brancaleone” della Warner Bros. affollare casacche da baseball, pantaloni jogging e bermuda da basket. Da Daffy Duck a Bugs Bunny, da Taddeo a Silvestro, da Taz al gallo Foghorn Leghorn va in scena lo überpop, una forma stilistica incentrata sulla sua stessa perpetuazione. Esattamente come i Looney Tunes e le loro avventure picaresche che si reiterano senza mai riuscire a compiersi (Avete mai visto Silvestro catturare Titti?), Moschino saccheggia con divertito atteggiamento tutto quello che immediatamente possiamo riconoscere. Una funambolica crazy-machine che contempla anche gli altri grandi temi cari al marchio: il denim e l’oro, le cascate di catene, i Teddy Bear, i voluminosi piumini matelassé. Beep, Beep!