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Editoriale

Jeremy Scott allestisce il gioco della moda, un telequiz a premi. Porta in scena “Game Show”. Il défilé di Moschino si trasforma nello studio televisivo del programma americano “Ok, il prezzo è giusto”. Abiti e felpe si lasciano contaminare dal packaging di prodotti domestici, con stampe di detergenti per la pulizia e confezioni di cereali. Tutto è sfavillante, un tripudio di decorazioni, paillette e cristalli. Divertente e giocosa, la collezione fugge alla noia e alla monotonia. Le organze di seta, i ricami e i lustrini starburst abbagliano e irradiano ogni capo. Gli abiti in jersey di seta vengono elegantemente tagliati e drappeggiati. Le giacche e le gonne biker sono gioielli di platino, bordati di cristalli di lampadari. Denim e pelle danno forma a capi dall’appeal più casual. Le pellicce fake vengono decorate con tavole da gioco. Immagini di slot machine, di dollari dorati e di monete sono la conferma di una collezione ironica e ricca di pezzi vincenti.