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Editoriale

Parecchie stagioni fa Miuccia Prada aveva cominciato a prendere gli abiti degli anni ’50 e ’60 e a maltrattarli, creando collezioni che sembravano fodere sintetiche e avanzi di merceria. Eccoli ritornare sulla passerella di Miu Miu, sotto forma di abiti da cocktail, top e camicie, micro-shorts, gonne-sottoveste decorati da fiocchi, fiocchetti, rose e da tanto luccichio. In un momento in cui si parla di ritorno della ‘couture’ dopo tanto deflagrante sportswear e streetswear, la mossa di Miuccia è furbamente strategica perché la sua è una couture ‘primitiva’, appositamente raffazzonata, come dire ‘sta tornando ma è ancora al suo stadio iniziale’. Quindi, oltre ad accostarla al sartoriale con blazer e coat, anche in pelle, la abbina a pezzi in denim con impunture a vista, maglieria cropped, capi paillettati, insieme a onnipresenti gambaletti infilati dentro sandali gioiello e scarpe in raso munite di maxi-plateau.