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Editoriale

Ogni collezione di Miriam Ponsa non è soltanto un fine lavoro d’artigianato ma anche una denuncia sociale; il suo impegno travalica gusti e tendenze del momento per mettere il dito in piaghe del passato o del presente e così facendo rende più intense anche le proprie creazioni. Stavolta la sua attenzione è rivolta all’esilio forzato che molti spagnoli subirono con l’avanzata delle truppe di Franco nel 1939, alla loro estenuante marcia nel gelo invernale oltre i confini francesi. I look sono stratificati, i capospalla avvolgenti, con chiusura zippata e maxi-colli o morbidi a cascata, i volumi dei pull oversize, con la maglia lavorata grossa, a richiamare le coperte e i fardelli che gli esuli si caricavano sulle spalle, i pantaloni ampi, le gonne sovrapposte a leggings con motivi effetto fango. Su tutto spicca la tecnica knitwear, lana pre-trattata con la seta e lavorata con il latex, cui si aggiungono intrecci e ricami. Colori scuri come grigio e nero evocano malinconia e sofferenza.