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Editoriale

Gli anni ’70 sono una decade ancora prepotentemente di tendenza e gli stilisti americani, quelli storici, sono ben lieti di poterne trarre nuova linfa, soprattutto perché quegli anni, loro, li hanno vissuti. Michael Kors, ad esempio, ricorda perfettamente le sue notti allo Studio 54 e quel glamour lo riempie di ottimismo, che traduce poi in look stratificati su cui spiccano piume e pelliccia finte. Dominano gli abiti di varie lunghezze ma con il comune denominatore della luminosità, data dalle superfici satinate o paillettate o metalliche, decorati da motivi floreali o coperti di lunghe frange ballerine, con profondo scollo a V o sovrapposti a maglie a righe da marinaretta. Accompagnano o si alternano pezzi sartoriali, blazer comodi ma strutturati, coat nei classici tessuti maschili, giacche d’ispirazione militare. Qui e là il logo dello Studio 54, di cui Kors si è aggiudicato i diritti, e a chiudere un’icona dell’epoca, Patti Hansen, la modella che di notti al mitico club ne deve avere passate parecchie.