×

Editoriale

Max Mara ricalibra i canoni di stile. Mescola il power dressing con il rock, aggiunge elementi punk, diluisce con note classiche e accenti anni Ottanta. La collezione invernale è una riflessione sulla sinergia tra cultura e controcultura, sull’unione dell’universo business con l’underground. Senza più confini. Il dna Max Mara non muta, ma viene ridefinito, si lascia contaminare. Sull’iconico cappotto Teddy Bear irrompono frange, texture maculate, nuance rosa gardenia. Giacche lineari dal taglio sartoriale vengono abbinate ad immense gonne check dal mohair avvolgente. I volumi variano, vi è dinamismo di forme e lunghezze: pantaloni ultra slim, pencil skirt, abiti goffrati, trench e camicie, tutto rigorosamente in pelle nera. Le stampe leopardate si accostano al Principe di Galles e all’ecopelliccia. Le T-shirt sono illustrazioni nate dalla mano di François Berthoud. La palette ha il fascino senza tempo della Maison, nelle tonalità del nero, del cammello e del rosa.