×

Editoriale

L’abilità decorativa di Mary Katrantzou incontra il folclore balcanico e contemporaneamente l’infinito con riferimenti al cosmo e all’astronomia. Sui suoi mini-abiti svasati portati con e senza cintura e sulle fluide tuniche ad A risaltano stampe floreali, micro-paillette, applicazioni metalliche e patchwork con rimandi ai costumi tradizionali dei popoli dell’Est Europa, con l’aggiunta, in certi look, di orli sfrangiati o di fitte ruche. Alcuni abiti sono abbinati a cuissard a calza spuntati in lurex oppure portati con polacchini stringati appuntiti dalle nuance metalliche che richiamano i bagliori delle lavorazioni ma Katrantzou è anche sapientemente in grado di realizzare capi non lavorati, a tinta unita, come le gonne nere, le giacche e i coat, anche smanicati, che chiudono la sfilata.