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Editoriale

Terra, aria, fuoco, acqua. Mary Katrantzou celebra gli elementi della natura, gli istinti tellurici, sismici, i mutamenti dei venti e dei cieli, le tempeste. Abiti come esplosioni di vulcani: eccentrici ed esuberanti, multicolori, con piume di struzzo variopinte, vibrazioni di lava dégradé, magenta, violetto, smeraldo, arancio, lingue di fuoco, getti incandescenti. Vestiti come abissi: le balze e i volant sono onde d’organza, maree, portano i colori delle profondità degli oceani, i riflessi di luci subacquee. Gonne midi, pencil skirt, skinny pants sono composizioni lucenti, oniriche, con paillette celesti, scaglie siderali. I cappotti oversize, i soprabiti e i tailleur in Principe di Galles si tingono d’arcobaleno. I minidress mostrano un’attitudine primordiale: fauna e flora si inseguono, si mischiano in motivi animalier, incrostazioni terrose, effetti marmorei. Le stampe sono un tripudio di immagini fantasy e psichedeliche, eco degli anni Novanta.