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Editoriale

Nel parcheggio sotterraneo di Torre Velasca, edificio brutalista del centro di Milano, Francesco Risso per Marni fa sfilare “giochi olimpici immaginari” popolati da una “brigata di atleti imperfetti… i loro corpi sono vulnerabili come i disegni di Egon Schiele. Perché la tenerezza è più forte della forza. E ciò che conta davvero è l’amore, il rispetto e la consapevolezza che proviamo per il nostro corpo, per quanto imperfetto possa essere”. Così eccoli questi anti-eroi nelle loro maglie e camicie oversize un po’ fuori e un po’ dentro i pantaloni di tutte le lunghezze ma sempre ampi e un poco improbabili, come quelli in mohair infeltrito a vita alta che, coordinati con il sopra, sembrano un pigiama da bambino. Sovradimensionati pure i blazer, i maglioni e le giacche a vento di nylon decorate con i disegni digitali dell’artista Florian Hetz, mentre i calzettoni sportivi colorati si portano anche spaiati.