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Editoriale

Donne velate sfilano per Marco de Vincenzo. Lo sguardo nascosto, portano drappi scuri sugli occhi. Si vestono di lurex dégradé, di lane intarsiate, di plaid, di tartan. Ospitano sui revers delle giacche un piccolo cerbiatto dorato. Sono fanciulle della notte, glamour e inquiete, coperte di bagliori, di superfici metallizzate, di veli tempestati di cristalli, di maglie lamé, top, abiti e tailleur glitterati. Sul capo, fascinator lucenti. Ai piedi, tacchi dorati. Sono lolite hollywoodiane, fasciate da abiti anni Cinquanta dalla vita strettissima, avvolte da voluminosi abiti in fake fur, con morbide stole sulle spalle. Si riparano dal freddo con cappotti déco. Sono femmes fatale sfavillanti. Portano gonne svasate, a plissé, con frange scintillanti, che ondeggiano con i passi. Sono timide seduttrici, con il minidress senza spalline, in lamina multicolor, a plissé, o nell’abito drappeggiato dalla scollatura a V. Donne dal fascino noir, ardesia, viola, smeraldo scuro.